Alberi che diventano carburante bio

E’ passato un po’ di tempo da quando un brutto ciclone dello scorso autunno aveva praticamente devastato una buona parte delle foreste della Pianura Padana Veneta.

Tantissimi alberi secolari sradicati e tolti dal loro contesto naturale.

Un fenomeno climatico che aveva lasciato non pochi segni, sia a livello proprio di ambiente che a livello di morale dei cittadini.

Era fine ottobre e tra poco si celebrerà il primo anniversario dell’accaduto.

Ecco che si è pensato di rendere questo primo anniversario un po’ speciale cercando e trovando il modo di far si che tutti quelli alberi tolti dalla terra potessero essere utili ed utilizzati per qualcosa di buono.

L’obiettivo è quello di trasformare i tanti tronchi e rami in  energia pulita a favore di case, scuole e imprese in Emilia-Romagna e parte del Veneto.

La Regione utilizzerà il cippato di legno, piccole scaglie di pochi millimetri che si ottengono triturando i tronchi, come combustibile per le centrali termoelettriche a biomasse di Russi (Ravenna) e Finale Emilia (Modena), almeno inizialmente.

L’impianto di Russi, per esempio, avrà il diritto di utilizzare questa risorse per ben tre anni per un totale di circa 350 mila tonnellate di legno.

L’altro impianto invece avrà a disposizione una quantità inferiore, anzi di molto inferiore visto che si parla di circa un terzo del peso prima scritto.

Il tutto è ancora in fase di avvio e si pensa che tutto sarà operativo a partire dalla fine del mese di ottobre o primi giorni di novembre.

La collaborazione tra Veneto ed Emilia Romagna continua ancora nel tempo.

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