Entrate minori anche per piccoli comuni: “Nessuno esce dalla crisi da solo”

“Adesso dobbiamo cominciare a costruire il dopo, e servono due interventi emergenziali: stanziamenti strutturali e meno burocrazia”. A dirlo, il sindaco Federico Sboarina questa mattina, nel ricordare che lo stop delle attività colpisce tutto il paese, compresi gli enti pubblici. I numeri del bilancio comunale lo dimostrano con la stima di minori entrate per circa 50 milioni di euro. E per coprirle non basteranno nemmeno i 35 milioni di avanzo sbloccati dal provvedimento economico ‘Cura Italia’ varato lo scorso 17 marzo.
Dalla tassa di soggiorno all’occupazione di suolo pubblico, dal pagamento degli stalli di sosta ai biglietti di musei e monumenti, sono voci mancanti per tutti i Comuni del paese, che nel frattempo sono stati comunque impegnati in spese impreviste per fronteggiare l’emergenza sanitaria. Il problema è stato sollevato anche dall’Anci nazionale che nei giorni scorsi ha abbandonato la Conferenza unificata in cui ha chiesto lo stanziamento di 5 miliardi di euro per far sì che gli enti locali facciano fronte al loro fabbisogno e affrontino la mancanza di entrate fiscali e tariffarie.

“Quando l’avanzo libero di bilancio è stato sbloccato – ha detto il sindaco – pensavamo di poterlo utilizzare per interventi a sostegno della ripresa. Oggi invece non basta nemmeno per coprire le minori entrate. Questa emergenza sta colpendo pesantemente aziende e cittadini ma anche gli enti locali, che vedono ridursi drasticamente gli introiti, quelli che permettono poi di garantire i servizi. Nessuno può pensare di uscire da solo dalla crisi, è imprescindibile un intervento strutturale da parte del Governo. Un’emergenza di questo tipo deve essere combattuta con tanta forza e senza troppa burocrazia, per essere finalmente competitivi anche con quei paesi che da sempre sono più agili. La burocrazia ci fa perdere troppo tempo, è arrivato il momento di cambiare le cose”.

Un altro fronte aperto, e il conseguente appello rivolto dal sindaco ai ministri, riguarda la possibilità per le Camere di Commercio di poter utilizzare i fondi accantonati a sostegno della ripresa. “Il Governo deve sbloccare, laddove ci sono enti virtuosi, l’utilizzo dei capitali a vantaggio delle imprese – ha aggiunto Sboarina -. La nostra Camera di Commercio ad esempio ha un fondo che potrebbe essere destinato alla ripartenza economica cittadina ed è inaccettabile, in un momento complicato come quello che stiamo vivendo, che non possa essere utilizzato. Dobbiamo combattere su tutti i fronti non solo l’emergenza sanitaria ma anche quella economica. Ben vengano interventi come i buoni spesa, che stiamo già consegnando il più celermente possibile e che nell’immediato vanno a sollevare i cittadini. Ma questo è solo un piccolo e primo passo, se vogliamo uscire da questa crisi. È il momento di sostenere le imprese e le attività che sono il nostro volano economico. La celerità in questo momento è fondamentale per essere competitivi”.

Contagi. Nelle ultime 15 ore, a Verona, sono stati registrati 167 nuovi casi di Covid-19. Un numero così alto di tamponi positivi non si era ancora visto da inizio emergenza. Secondo quanto riportato dal bollettino regionale dell’Azienda Zero, solo nella nostra città c’è stato un aumento così importante, mentre negli altri capoluoghi il trend è rimasto quello degli ultimi giorni. “Non siamo ancora fuori dalla fase uno – ha concluso il sindaco -. I nuovi numeri sono il risultato della aumentata campagna di tamponi che Ulss 9 e Azienda ospedaliera sono in grado di fare. Come dico sempre, il trend va visto su più giorni, ma certo i numeri di oggi ci dicono che non dobbiamo pensare di essere già al sicuro. Più rispettiamo le regole, prima usciamo dall’emergenza. Il dopo Coronavirus ci sarà, sta a noi farlo arrivare prima con i comportamenti corretti. Abbiamo fatto molto fin qui, non molliamo proprio adesso”.

 

Fonte: Comune di Verona

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