Rilanciare l’Arena: le richieste per il Ministro

“Nessun riscontro positivo, per ora, sulle richieste rivolte nei giorni scorsi al Governo da parte dell’Amministrazione e di Fondazione Arena, per il l’utilizzo dell’anfiteatro e per ottenere investimenti”. Ad evidenziarlo il sindaco Federico Sboarina che, sul tema, è tornato a parlare durante il consueto punto stampa streaming.

“I parlamentari veronesi che abbiamo coinvolto due giorni fa, si sono dati subito da fare in Parlamento – ha precisato il sindaco –. Li ringrazio per la serietà con cui si sono mossi, ma non hanno ottenuto l’esito sperato. Non abbiamo nessuna intenzione di fermarci davanti alle prime risposte. La mossa successiva è scattata già oggi con l’invio al ministro Franceschini del protocollo operativo, predisposto il mese scorso dalla Fondazione, per garantire la sicurezza nell’Anfiteatro. Nello specifico, la possibilità di effettuare spettacoli in Arena per almeno 3 mila spettatori, la revisione della decurtazione del Fus legata alle produzioni e il finanziamento di risorse ad hoc per la specificità dell’anfiteatro e della stagione lirica. Per quanto riguarda la capienza non si capisce perché vi debba essere un numero imposto di spettatori. L’Anfiteatro di Verona è il teatro lirico all’aperto più grande al mondo con una capienza di oltre 13 mila spettatori. L’uguale capacità di pubblico per tutti, previsto nel decreto, non tiene conto della grandezza di ogni ‘contenitore culturale’. È come se si fosse fissato un numero massimo di clienti all’interno dei ristoranti, senza tenere in considerazione dimensioni e capienze di ognuno. La nostra richiesta è di farne accedere 3 mila, con un progetto innovativo per la sicurezza strutturato da tempo dalla Fondazione, prendendo come riferimento le indicazioni che sono poi diventate le misure obbligatorie per la riapertura di tutte le attività. Non si tratta di dare una deroga, ma di riconoscere il lavoro compiuto da Fondazione Arena che, già oggi, è pronta a garantire, sia per il pubblico che per gli artisti, la massima sicurezza”.

Nuovi presidi militari in centro. “I 27 militari operativi da oggi non sono giunti a Verona in risposta agli assembramenti avvenuti venerdì scorso in piazza Erbe – ha spiegato il sindaco –. Si tratta infatti del potenziamento di ‘Strade sicure’, il progetto del ministero della Difesa, con militari in più che avevo già chiesto al prefetto Mulas e per cui ho rinnovato la richiesta a marzo al Prefetto Cafagna. Gli assembramenti non c’entrano nulla, anche la dislocazione è stabilita dal Comitato ordine pubblico secondo parametri di prevenzione anche del rischio terrorismo.
Abbiamo uomini in più per presidiare al meglio i punti strategici della città, in previsione della ripartenza del turismo nazionale ed internazionale. L’Esercito sorveglierà, infatti, la confluenza di via Mazzini con via Cappello dove la casa di Giulietta è l’elemento attrattore; Porta Borsari all’esterno con visuale su corso Cavour; e piazza Bra. Un ausilio importante, che supporterà le altre Forze dell’Ordine nel controllo del territorio e per far fronte alle necessità dettate dalla Fase 2. Ricordo che la presenza dei militari non è per forza legata ad azioni di controllo. Basti pensare alla riapertura di 19 parchi gioco cittadini che è resa possibile, nonostante i rigidi protocolli sicurezza imposti dal Governo, dall’importante collaborazione messa in campo anche dall’Esercito che quotidianamente, si occupa della igienizzazione di giostre, scivoli ed altri elementi gioco presenti. Un servizio che, domani, grazie all’intervento del personale specializzato dell’Esercito, del Comando delle Forze Operative Terrestri di Supporto – COMFOTER, sarà effettuato anche in tutti gli spazi interni ed esterni dell’Arena di Verona, in previsione della sua riapertura per i turisti”.

 

Fonte: Comune di Verona

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