Veneto: controlli serrati per il mercato ittico

Il mese di agosto è piuttosto tosto per chi fa del pesce il suo più grande amico commerciale.

Tra il fermo della pesca per moltissime zone della costa Adriatica e controlli serrati ecco che molti si sono visti perdere somme di denaro davvero importanti.

Questa settimana si è vista terminare una serie di controlli da parte della polizia giudiziaria verso i ristoranti e negozi di prodotti ittici.

I controlli sono durati per ben 45 giorni ed hanno visto ben 169 controlli specifici in ben 17 esercizi commerciali della provincia di Trieste.

Molti di questi controlli, purtroppo, hanno riscontrato molte incoerenze nelle origini dei pesci, molte irregolarità ed una qualità finale della materia prima davvero bassissima.

D’altronde i controlli erano partiti proprio per dei sospetti ben chiari su come moltissimi esercizi nella somministrazione di prodotti ittici portino sui piatti dei consumatori cibi non di qualità.

Molte le irregolarità trovare che hanno portato a multe per un totale di 55.000 euro e la chiusura di ben 5 dei 17 esercizi esaminati.

Le irregolarità maggiormente riscontrate sono state:

  • mancata rintracciabilità della provenienza dei prodotti ittici
  • ampliamento della superficie della somministrazione senza permesso
  • assenza dei cartelli per il divieto del fumo che sono obbligatori per legge
  • mancata esposizione dei prezzi
  • mancata esposizione di licenze ed autorizzazioni varie

In fatto di somministrazione di cibi e bevande la legge è ben chiara e va rispettata in modo scrupoloso in quanto si parlare di alimenti che poi vanno a stretto contatto con i clienti.

Sarà l’unica operazione di controlli o ce ne saranno delle altre?

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